giovedì 20 ottobre 2011

Sulla cresta di un'onda qualsiasi

Sto curiosando tra i miei pensieri spostando mobili avanti e indietro ignorando il rumore che potrebbe infastidire le menti altrui. Intaso le mie orecchie con sinfonie che in realtà non esistono, comincio a pensare di averle inventate io istintivamente per coprire il molesto timbro di voce di mia sorella che giorno dopo giorno mi sta consumando con la sua aria giurista da avvocatessa, e penso che l’inventore delle cuffie per la musica si trovasse nella mia condizione prima di avere un colpo di genio. Solo che io invece sto per avere un colpo e basta. 
Sono giovane, ignorante come tutti i miei coetanei per categoria, ma in questo periodo mi sento fisicamente attempato. Mi chiedo se mi stancherò mai di questo temporeggiare, ma la verità deve essere proprio che temporeggio perché sono stanco. 
Forse stanco di chi nei suoi primi vent’anni di vita sembra voler pretendere di avere più esperienza di chi si sta facendo un paio di palle quadre da cinquanta, e mi stanca ancor di più l’idea che possano esistere persone che mi ritengano un individuo di quel tipo. 
Io non faccio l’intellettuale, e purtroppo non lo sono. Proprio perché sono coerente con la mia teoria che l’intelletto stia lentamente morendo assieme a noi e che ci sia gente che lo faccia fuori per puro svago. 
Credo anche, e io so che sarà così, che proprio chi non si avvale della propria fetta di intelligenza sarà propizio a fare grandi cose nella vita. Dopotutto il futuro si mostra idoneo solo con chi se ne frega di esso. 
Chi invece si fa troppi problemi e curiosa tra i propri pensieri per saltarci fuori evidentemente è destinato a spostare mobili avanti e indietro prestando attenzione a non infastidire le menti altrui. Menti vuote, ma paradossalmente prescelte al diritto di vivere. 
Dovrei tuffarmi in una piscina saltando dal balcone del terzo piano, o dovrei provare a sballarmi con la tecnica del eyeballing danneggiando inutilmente il mio bulbo oculare. Eppure, non posso far altro che macchiarmi di consapevolezze altrettanto inutili che non mi porteranno da nessuna parte. 
Un vero e proprio Bucake di inutilità che come uno Tzunami allaga case e distrugge famiglie.

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